Ristori Enti Terzo Settore: al via le domande di contributo

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha definito le modalità e i termini di accesso al contributo previsto in favore degli Enti del Terzo Settore che nel corso dell’anno 2020 abbiano cessato o ridotto l’esercizio delle proprie attività statutarie di interesse generale in conseguenza delle misure anti Covid-19. Le domande possono essere presentate da oggi e fino all’11 dicembre 2021 tramite l’apposita piattaforma “Ristori Enti del Terzo Settore” disponibile all’indirizzo istituzionale servizi.lavoro.gov.it (Decreto 26 novembre 2021, n. 614).

Al fine di far fronte alla crisi economica degli enti del Terzo settore, determinatasi in ragione delle misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 è stato istituito un Fondo straordinario per il sostegno degli enti del Terzo settore, con una dotazione di 70 milioni di euro per l’anno 2021, per interventi in favore delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale (APS) e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS).
Con il decreto del 30 ottobre 2021 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha stabilito i criteri di ripartizione delle risorse afferenti al Fondo straordinario per il sostegno degli enti del Terzo settore, anche al fine di assicurare l’omogenea applicazione della misura su tutto il territorio nazionale.
Con il Decreto 26 novembre 2021, n. 614 sono individuati i termini e le modalità di presentazione delle domande di accesso ai contributi.

Soggetti beneficiari


Possono presentare istanza di contributo:
– le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle Province autonome di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266;
– le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle Province autonome di Trento e Bolzano di cui all’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383;
– le organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 iscritte nella relativa anagrafe.
In particolare possono beneficiare del contributo i suddetti Enti che nel corso dell’anno 2020 abbiano cessato o ridotto l’esercizio delle proprie attività statutarie di interesse generale in conseguenza delle misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 ricomprese nei codici ATECO previsti dal Decreto del 30 ottobre 2021.


Ai fini dell’ammissione al contributo, il requisito dell’iscrizione nei relativi registri da parte dei soggetti beneficiari deve risultare alla data di presentazione dell’istanza ed essere stata conseguita in una data anteriore al 25 dicembre 2020.

Modalità e termini di presentazione


Le istanze devono essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma elettronica denominata “Ristori Enti Terzo Settore” disponibile all’indirizzo istituzionale servizi.lavoro.gov.it a partire dalle ore 8.00 del 29 novembre 2021 fino alle ore 23.59.59 dell’ 11 dicembre 2021.
I soggetti iscritti nel registro nazionale delle associazioni di promozione sociale di cui all’articolo 7 della legge n. 383 del 2000 presentano le istanze anche in nome e per conto delle proprie articolazioni territoriali e dei circoli affiliati iscritti al medesimo registro.
È ammessa da parte di ciascun ente la presentazione di una sola istanza di contributo indipendentemente dall’iscrizione in diversi registri.
Eventuali richieste di assistenza tecnica riguardanti esclusivamente l’uso del portale possono essere indirizzate al seguente link: https://urponline.lavoro.gov.it/s/crea-case?language=it. Nella pagina web l’utente dovrà selezionare la categoria “Ristori Enti Terzo settore 2021” e compilare il relativo form.

Risorse finanziarie


Le risorse finanziarie complessivamente disponibili ammontano a 210 milioni di euro.
Al fine di assicurare l’omogenea applicazione della misura su tutto il territorio nazionale, il contributo assegnato a ciascun ente sarà determinato sulla base della seguente formula: totale delle risorse disponibili/numero di domande ammesse.
Agli enti che hanno dichiarato un ammontare complessivo delle entrate, comunque denominate, risultante dall’ultimo bilancio consuntivo approvato dai competenti organi statutari superiore a 100 mila euro, la misura del contributo assegnato è incrementata del 30 per cento.
In ogni caso, il contributo massimo assegnabile a ciascun ente non potrà superare l’importo di 5 mila euro.

Quantificazione del contributo


Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali provvede al caricamento nella piattaforma elettronica “Ristori Enti Terzo Settore” degli elenchi degli enti che hanno superato la fase di controllo preventivo e quantifica l’importo spettante a ciascun beneficiario.
Lo stesso Ministero riserva a sé la quota parte delle risorse finanziarie necessaria all’erogazione del contributo a favore delle associazioni di promozione sociale a carattere nazionale, nonché delle loro articolazioni territoriali e dei circoli affiliati, iscritte nel registro nazionale. Inoltre, provvede al trasferimento delle restanti risorse alle Regioni e alle Province autonome ai fini dell’erogazione del contributo alle associazioni di promozione sociale e alle organizzazioni di volontariato iscritte nei rispettivi registri regionali e delle Province autonome di Trento e Bolzano, nonché agli enti iscritti all’anagrafe delle ONLUS, aventi la propria sede legale nel territorio di ciascuna Regione o Provincia autonoma.

Controlli


I controlli sono suddivisi: uno di carattere preventivo e un altro successivo all’erogazione.
Il controllo preventivo mira ad accertare la sussistenza del requisito soggettivo di legittimazione all’accesso alla misura (l’iscrizione dell’ente in uno dei registri vigenti).
Il controllo successivo all’erogazione del contributo è svolto dalle singole Amministrazioni erogatrici con metodologia a campione (nella misura minima del 5% dei soggetti beneficiari), e mira a verificare la veridicità degli ulteriori elementi dichiarati nell’istanza: volume delle entrate; coerenza dell’attività pregiudicata dalla situazione pandemica con l’oggetto sociale risultante dallo statuto dell’ente; rispetto del divieto di cumulo.
In caso di accertata indebita percezione – totale o parziale – della misura, sono recuperate le somme indebitamente percepite, maggiorate degli interessi legali maturati.